riparo Dalmeri
Museo tridentino di scienze naturali
Il riparo Dalmeri

I ritrovamenti

scavo
L’intensa attività di ricerca, realizzata con le più moderne metodologie di scavo e affiancata da indagini scientifiche innovative, ha restituito resti faunistici, manufatti litici, strutture legate a forme di ritualità, oltre al più ricco corredo di pietre dipinte mai rinvenuto nei siti preistorici europei.
Le ricerche effettuate su questo sito hanno permesso per la prima volta di leggere le stagioni e le abitudini di vita dei clan preistorici che frequentavano le valli alpine alla fine dei tempi glaciali, circa 13 mila anni fa. Negli ultimi anni, la scoperta di un rilevante numero di pietre dipinte in ocra rossa con raffigurazioni naturalistiche e simboliche, ha consentito di aprire una nuova e complessa prospettiva di ricerca sull’arte e la spiritualità epigravettiana.

Durante il periodo Epigravettiano vengono utilizzati una notevole varietà di strumenti ottenuti a partire da lame o schegge. I più frequenti sono bulini, grattatoi, troncature, becchi, coltelli a dorso o raschiatoi, e tre principali categorie di armature (punte a dorso, lamelle a dorso e troncatura e lamelle a dorso), destinate ad essere inserite in supporti in osso o legno.
Nel sottoroccia del Riparo Dalmeri sono stati inoltre identificati numerosi reperti legati alla scheggiatura. La significativa quantità di carboni provenienti dall’area centrale della capanna testimonia l’attività di accensione di fuochi.

Grazie agli approfonditi studi effettuati, è stato possibile ricostruire le funzioni di utilizzo dei manufatti in pietra prodotti dall’uomo.

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